Le parole
della cura.
Il linguaggio dell’estetica è spesso opaco e serve più a impressionare che a spiegare. Qui trovi i termini che usiamo davvero in cabina, definiti come li raccontiamo a voce.
- Barriera cutanea
- Lo strato più esterno della pelle, responsabile di trattenere acqua e respingere ciò che irrita. Quando è indebolita compaiono tensione, rossori e reattività: prima di correggere, si ricostruisce.
- Esfoliazione gentile
- Rimozione controllata delle cellule superficiali con acidi a basse concentrazioni o enzimi. L’obiettivo è uniformare la grana, non levigare a ogni costo.
- Manualità linfatica
- Movimenti lenti e a pressione bassa che accompagnano il drenaggio dei liquidi. Si percepisce come alleggerimento del viso, non come massaggio energico.
- Laminazione ciglia
- Trattamento che ridefinisce la curvatura delle ciglia naturali. Il risultato dipende dalla lettura della forma dell’occhio più che dal prodotto usato.
- Ricostruzione unghie
- Costruzione di una struttura resistente sopra l’unghia naturale. La durata dipende da preparazione, architettura proporzionata e manutenzione regolare.
- Fotoprotezione
- Applicazione quotidiana di un filtro solare, anche in città e in inverno. È il gesto che decide se un percorso viso mantiene i risultati ottenuti.
- Cura domiciliare
- Le poche azioni essenziali da ripetere tra un appuntamento e l’altro. Meno passaggi, scelti bene, valgono più di una routine complessa abbandonata dopo due settimane.
Nessuna definizione sostituisce una valutazione professionale o medica: serve solo a rendere la scelta più consapevole.
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